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MOSTRE
Il giorno ha una notte piena di stelle
Museo Paleobotanico – Martis (SS)
Corso Umberto I, 12
a cura di Eleonora Angiolini
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“Come scrisse Konstantinos Kavafis: ‘Itaca ti ha dato il bel viaggio; senza di lei, mai ti saresti messo sulla via. Nulla di più ha da darti.’ Il giorno ha una notte piena di stelle è la testimonianza di un viaggio simile: un viaggio di ritorno verso casa, un incontro che sa di riscoperta.”
G. Mulas, novembre 2025
La mostra Il giorno ha una notte piena di stelle è la prima mostra personale di Giuseppe Mulas in Sardegna, sua terra d’origine. Si colloca in un momento significativo del percorso artistico e professionale dell’autore e rappresenta l’esito di una lunga e profonda maturazione della sua prassi pittorica, nutrita da esperienze nazionali e internazionali che ne hanno ridefinito scelte stilistiche e consolidato una pratica che, come una ricerca spirituale, offre accesso alla sua sensibilità attraverso la mediazione della pittura.
La pittura – urgenza e ossessione – è per Mulas lo strumento analitico privilegiato per esplorare il proprio vissuto e la trama emotiva dell’esistenza umana. Formatosi all’Accademia Albertina di Torino e profondo conoscitore delle tecniche pittoriche, concentra la sua produzione su simboli e spazi, archetipi e luoghi restituiti con una consapevolezza emotiva ed una espressività ricercata. Le sue composizioni nascono spesso da una pittura dal vero, in cui oggetti concreti si intrecciano a ricordi simbolici secondo un processo di decostruzione e ricomposizione narrativa.
Il progetto espositivo presenta un nuovo ciclo di dipinti di grandi e piccole dimensioni. A introdurre il percorso è il grande dipinto Dentro casa 01, parte dell’omonima serie tuttora in corso di produzione nello studio torinese dell’artista. Il ciclo pittorico è caratterizzato da architetture teatrali che delimitano la scena di possibili narrazioni, mescolando memoria e sogno. L’urgenza dell’artista appare guidata dalle stesse istanze che ne hanno caratterizzato gli esordi all’Accademia Albertina: la necessità ineludibile di interrogare il mondo circostante e il legame affettivo con la domesticità dei luoghi. Come in un racconto che prende forma nel silenzio della notte, la pittura densa e stratificata di Mulas indaga il sogno come spazio interiore, attraversando lo scenario domestico e la sua fragile dimensione affettiva. Nell’osservare la serie Dentro casa è fondamentale il duplice avvicinamento ed allontanamento visivo, che favorisce la scoperta del dettaglio e del segno pittorico, rivelatore delle molte sfumature emotive che abitano le tele e ne modulano l’intensità.
Il tema dell’assenza umana e dello spazio domestico è il centro pulsante della mostra. Una poltrona brocage in Seduta assenza, letti disfatti e coperte arrotolate, lenzuola sgualcite e cuscini ancora da sprimacciare di Nudi e Insonne occupano la scena diventando protagonisti della narrazione: sono tracce che testimoniano e anticipano la presenza/assenza dei corpi, indizi di una figura umana che ha abitato — o tornerà ad abitare — quegli spazi, instillando l’idea di uno story telling intimo e celato. Il tempo è il co-protagonista silenzioso della scena: la dimensione del quotidiano e gli oggetti domestici emergono, imperfetti, come segni di un’esperienza condivisa e come adesione al vissuto personale dell’artista. E, come in uno snapshot, l’inquadratura scelta conduce lo spettatore nell’immaginare la sensibilità dell’autore attraverso un forte senso di immediatezza. Il ricorrente cielo profondo e punteggiato di stelle è la linea di confine tra realtà e immaginazione, illuminando un desiderio ciclico di evasione e ritorno, di rinnovato senso di appartenenza e di malinconica perdita del sé. Ed è con questa consapevolezza che la pittura di Mulas diventa strumento esplicito di rielaborazione del proprio vissuto e accompagna la riflessione sulle tematiche dell’identità, la sessualità e l’autodeterminazione in un luogo distante dal proprio sistema affettivo.
Il giorno ha una notte piena di stelle è anche la dichiarazione di una coerenza profonda nella produzione dell’artista, che si manifesta attraverso una consapevolezza espressiva e concettuale radicata nella continua riscoperta degli ambienti domestici come spazi di esplorazione sensibile e di ritrovamento e rappresentazione di archetipi del mondo dell’infanzia. Il percorso proposto in mostra è l’incipit di una fase di maturazione e sperimentazione artistica e personale di Mulas, che restituisce il processo quotidiano di osservazione e analisi compiuto dall’artista attraverso la propria pratica pittorica. Il gesto pittorico e la produzione artistica sono per l’artista strumenti di accettazione e comprensione. Come pratiche meditative per restare presenti a sé stessi nello scorrere della vita, ogni opera è preziosa testimonianza dell’esistenza e offre sistemi di lettura per indagare le emozioni, un insieme di processi possibili solo quando si è vivi.
La pratica artistica di Giuseppe Mulas (Alghero 1995, vive e lavora a Torino) si nutre dell’osservazione della vita quotidiana per sviluppare una ricerca pittorica e scultorea dove memoria, simbolismo e dimensione autobiografica vengono tradotte in opere dalla forte intensità cromatica e in una ricerca figurativa sospesa tra realtà e immaginazione.
Tra le mostre personali più recenti: Breathe, L.U.P.O. (Milano, 2024); S’avreschida de su sambene, Sas istellas de su coro, Galleria Mimmo Scognamiglio (Milano, 2023); ALL THE STARS OF YOUR NIGHT, Galleria In Arco (Torino, 2022); Sleep Well Childhood, Galleria Alberto Peola (Torino, 2020).
Recentemente nel 2026, il lavoro di Mulas è stato incluso nella mostra collettiva Rêverie, Simondi Art Gallery, Torino. Nel 2023 ha preso parte alla mostra collettiva Sensing Painting, Castello di Rivoli, Torino, e il suo lavoro è stato inoltre incluso in Tra pennelli e immagini virtuali. La pittura italiana nei nuovi anni Venti, miart, Milano, 2021; 6 pittori, Museo Studio Felice Casorati, Pavarolo, Torino, 2020; Artissima Unplugged, GAM - Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea, Torino.
Tra le pubblicazioni: La pittura italiana nei nuovi anni Venti tra pennelli e immagini virtuali, di Luca Beatrice, Edizioni Gallerie d’Italia/Skira, Milano 2022.